Dieci anni di *BeRightBack: com’è cambiato il blog (e come sono cambiata io)

Quando stamattina mi sono svegliata, stretta nella morsa di questo giugno bollente e senza fine, non ho minimante pensato che giorno fosse.
Me ne sono accorta una volta arrivata in ufficio, quando buttato un occhio al calendario ed ho letto “29 giugno”. Ho aperto Whatsapp e scritto a Pavel AUGURIIII DI BUON ONOMASTICO (per i cechi equivale quasi ad un compleanno, altroché). Finita lì.
Poi in pausa pranzo ho aperto un’altra app, Facebook stavolta, e vedo un post nostalgico di 9 anni fa. Altra ricorrenza. Con tutto il rispetto per Pavel, un tantino più significativa per la sottoscritta.
Mio piccolo adorato blog, sono 10 ANNI DI NOI. 10 anni di *BeRightBack!

Non avrei mai pensato che saremmo arrivati a questo punto. Io, che a 40 anni suonati ancora non riesco nemmeno a mantenere aggiornato il “5 year Diary” della Tiger con una misera frase al giorno. Io, che tanto per rimanere in tema ho avviato non so quanti diari segreti nell’adolescenza, per poi puntualmente abbandonarli quando l’entusiasmo per la bella copertina o per le pagine colorate svaniva.

Non posso dire di essere stata costante nemmeno qui sopra, siamo onesti. I primi anni sì, partita a bomba. Scrivevo sempre ed ovunque, fregandomene di tutti e tutto. Inclusi il mio ex datore di lavoro (se così si può chiamare) e tutte le regole del buonsenso che fanno funzionare un buon blog. Dovevo annotare TUTTO. Anche quando non aveva molto senso (a meno che tu non fossi nella mia testa, o fossi stato mio compagno di viaggio). Anche se le foto macigno da vari MB non riuscivano ad aprirsi a modo (e molte me le porto ancora dietro). Anche se di SEO e posizionamento Google non avevo mai nemmeno sentito parlare. Impaginazione? Parole chiave? Traffico organico? EHHHHH?????

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Sono andata a braccio per un paio d’anni almeno. Alla fine, chissenefregava degli altri?
Se nemmeno amici e parenti erano interessati alle mie mirabolanti avventure mitteleuropee, perché sarebbe dovuto essere diverso per un generico e sconosciuto viaggiatore?
Io quel blog l’avevo aperto per me. Perché ok scatti a manetta, ma dove eravamo di preciso in quella foto? Che stavamo facendo? Ci era piaciuto il posto? Ci saremmo tornati?

Ero talmente presa dall’incominciare questa nuova avventura e schiavizzare Pavel perché mettesse in moto il tutto nel minor tempo possibile, che nemmeno avevo controllato se il nome che avevo scelto per il mio diario di viaggio online fosse già preso o meno. Le basi. Se te lo stai chiedendo sì, lo era, e spero che le scuse fatte a colei che prima di me utilizzò un simil *BeRightBack per un blog di viaggi italiano (che oggi ha ribrandizzato) siano state recepite come sincere, perché lo erano davvero.

Nonostante tutto, il blog è diventato proprio ciò che stavo cercando: un rifugio. Il luogo che mi permetteva di scrivere di una delle cose che più amo, ovvero i viaggi, e allo stesso tempo isolarmi completamente da una realtà (soprattutto lavorativa) dalla quale sarei voluta solo scappare, ma senza avere forza e coraggio per farlo. E quella situazione che tanto detestavo era anche quella che dava forma a come viaggiavamo, o meglio eravamo costretti a viaggiare: pochissimi giorni alla volta spendendo il meno possibile tranne che in estate, dove la Repubblica Ceca rimaneva il mio porto sicuro. Da qui il nome, *BeRightBack. Tornavamo subito eccome. Per forza.

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Solo un particolare mi è rimasto impresso, e ci penso ancora ogni tanto.
In tutto questo fare le cose a caso, qualche ricerca superficiale l’avevo fatta. Avevo iniziato a leggere dei piccoli blog di viaggi di cui non ricordo nemmeno lontanamente il nome, ma ho stampato nella memoria un numero: 19.817 (o almeno credo). Era lì in bella vista, scritto in bianco su sfondo marrone: le visite al blog. Se un giorno ne avessi raggiunte così tante, sarei stata orgogliosa di me come mai prima.

10 anni dopo, posso dire di esserlo.
Io e *BeRightBack non siamo diventati uno dei blog di viaggi più letti d’Italia. Non abbiamo mai partecipato a blog tour degni di questo nome. Non siamo mai stati canditati a nessun tipo di riconoscimento. Non ho lasciato nessun lavoro “normale” per diventare blogger a tempo pieno. E va bene così, perché niente di questo era l’obiettivo originario (anche se ammetto che la cosa dei blog tour un po’ mi rode). Però…

10 anni dopo la stesura di quel primo post intitolato semplicemente “Qualcosa su di me.” (su cui ho successivamente rimesso mano però), posso dire di essere diventata un piccolo punto di riferimento e perché no, fonte di ispirazione, per chi va a Praga. Di aver collaborato con vari enti del turismo in giro per l’Europa, e collaborazioni varie e sponsorizzate con alcuni brand legati ai viaggi. Posso dire di aver preso parte al primo podcast ufficiale dell’ente del turismo ceco e di aver conosciuto gli splendidi professionisti che ci lavorano. E posso dire di aver superato la “soglia mentale” di 19.000 visualizzazioni, mensili però, nell’agosto del 2023.

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Tutte le altre cose da blogger lasciano il tempo che trovano. Non credo ti interessi leggere di roba tecnica, numeri, SEO, ecc. ecc.
Forse però avrai notato che 10 anni dopo, la Celeste ha cambiato ormai da un po’ modo di viaggiare (e di scrivere). Il mordi e fuggi, mio sottotitolo “forzato” per anni, è stato sostituito da “meno e con più calma”. Fine settimana sì, ma piuttosto di rado. Piuttosto 7/10 giorni fuori stagione, con macchina al seguito o a noleggio, alla scoperta di zone ancora snobbate dai più. E quegli Stati Uniti, New York in particolare, sognati ad occhi aperti dall’adolescenza bè.. non sono più una priorità. Anzi, mi tengo stretta l’Europa e voglio continuare ad esplorarla il più possibile.

Siamo cambiati, parecchio. E in questa pelle, che nuova ormai non lo è più, mi sento decisamente più a mio agio.
Sarà grazie a questa versione 2.0 che ci rivedremo su questi schermi con un post simile tra 10 anni? Chissà. Lo spero.
Di certo c’è che il motto, quello sì, è rimasto e rimarrà lo stesso: volente o nolente, *BeRightBack. Torno subito. Ma con un po’ meno fretta dai.

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