I giardini più belli del centro di Praga

Anche se può sembrare impossibile, nel pieno centro di Praga esistono ancora angoli capaci di regalare un po’ di tregua dal caos. E no, non parlo di posti sperduti fuori città: molti si trovano proprio tra i vicoli medievali invasi dai turisti, a due passi dalle attrazioni più famose.

Dopo parecchi viaggi a Praga, mi ritrovo sempre più spesso a cercare alternative ai luoghi presi d’assalto. A volte sono torri panoramiche ignorate dalla maggior parte delle persone, altre sono posti dove fermarsi a mangiare senza fare la fila per mezz’ora. E poi ci sono loro: i giardini. Nel centro storico ce ne sono molti più di quanti si possa immaginare, ma riescono a mimetizzarsi sorprendentemente bene tra chiese, palazzi e facciate barocche. E sì, vale anche per quelli del Castello di Praga, che in realtà nascondono molto più di qualche punto panoramico “ovvio”. La maggior parte si concentra a Malá Strana, dove sembra quasi impossibile trovare spazio per terrazze monumentali, fontane, statue e persino pareti artificiali ricoperte di stalattiti. Eppure basta superare un cancello o salire una scalinata per ritrovarsi in tutt’altra atmosfera.

Insomma, chiamarli semplicemente “giardini” è quasi riduttivo.
Alcuni sono famosi, altri molto meno. Questi sono quelli che secondo me meritano davvero una visita.

I giardini del Castello di Praga (Zahrady Pražského hradu)

Il Castello di Praga è uno dei monumenti più iconici non solo della città, ma del globo. Non dimentichiamoci che il signorino si porta dietro il guinness dei primati di castello più esteso al mondo, mica seghe. Per quanto possa essere breve la tua visita alla capitale ceca, è quasi impossibile che tu lasci lui o la zona di Hradčany fuori dall’itinerario, fosse anche solo per entrare nel suo cortile ed ammirare le facciate della Cattedrale di San Vito e della piccola Chiesa di San Giorgio. E approfittando di quella passeggiata, potresti trovarti quasi senza renderne conto in uno dei rigogliosi (e molteplici) giardini che ne circondano le mura su ogni lato.

Nonostante  anni su anni di viaggi in direzione Praga, nemmeno io li ho ancora visti tutti. In estate cerco spesso di evitare le zone più caotiche, mentre in inverno molti giardini chiudono completamente al pubblico. Altri, invece, sono rimasti inaccessibili per anni e hanno riaperto solo di recente.

Per fare un po’ di ordine, direi che i giardini del Castello di Praga si possono leggere come due grandi “famiglie”:

  • i Giardini Meridionali (Jižní zahrady) sono un sistema continuo di terrazze panoramiche lungo il lato sud, che comprende spazi come il Giardino del Paradiso (Rajská zahrada) e il percorso sui Bastioni (zahrada na Valech); ha due accessi, ma io ti consiglio di percorrerli dopo aver visitato gli interni del Castello ed aver avuto un assaggio della vista meravigliosa che ti aspetta dalla Vyhlítka na Opyši, appena fuori dalla Torre Nera (Černá věž). Oltre agli scorci incredibili sul Piccolo Quartiere e sulla Città Vecchia, la bellezza sta appunto nei giardini stessi e di come fanno da straordinario contorno ai palazzi e agli imponenti bastioni. L’aspetto attuale dei giardini si deve al grande architetto sloveno Jože Plečnik, uno degli architetti che hanno maggiormente plasmato il volto di Lubiana proprio prendendo ispirazione dalla stessa Praga. Il più meridionale dei giardini è il Giardino Hartig (Hartigovská zahrada), riaperto al pubblico dopo oltre un decennio con l’obiettivo di rendere il monumento sempre più accessibile in tutti i suoi spazi.
  • il Giardino Reale (Královská zahrada) rappresenta invece la parte più classica e monumentale del complesso, con viali ampi, il Belvedere della Regina Anna (Letohrádek královny Anny) e la celebre Fontana Cantante. Il Castello con la sua sagoma sono una costante, ma la sua presenza è più discreta passeggiando in questo ampio spazio verde. Qui le terrazze panoramiche lasciano spazio a qualcosa di diverso: la sensazione di passeggiare in un luogo pensato davvero per la quiete della corte reale. Inoltre il Belvedere ospita periodicamente mostre gratuite molto interessanti.
    A parte si trova il Fossato dei Cervi (Jelení příkop), una valle verde che taglia il Castello e lo collega alla città con un’atmosfera quasi boschiva, che lo ha trasformato in uno degli angoli più fotografati della città. Io, incredibilmente, non ci sono ancora stata. Ti saprò dire se è all’altezza della sua fama.

Informazioni pratiche: la maggior parte dei giardini del Castello è accessibile gratuitamente tra primavera e autunno, generalmente da marzo o aprile fino a ottobre. L’ingresso è gratuito.

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Giardini sotto il Castello di Praga (Zahrady pod Pražským hradem)

Lo dico? Lo dico.
Ho rimandato la visita ai Giardini sotto il Castello di Praga varie volte perchè mi scocciava pagare l’ingresso. Pensavo che se quelli del Castello fossero tanto estesi e tanto ben curati, non ci sarebbe stata ragione di spendere soldi e magari vedere qualcosa di molto simile. Ecco: non fare il mio errore. Fortuna che alla fine mi sono decisa, perché mi sarei persa quello che è diventato uno dei miei luoghi del cuore.

Un corto ed elegante viale alberato semi-nascosto dietro un cancello di fianco a Palazzo Wallenstein, sede del Senato della Repubblica Ceca, accompagna alla cassa. Già questo spazio custodisce un bel giardino dove prendersela comoda e respirare un po’ di pace, ma niente prepara a cosa ci si trova davanti una volta salita la scalinata. Il nome “sotto il Castello di Praga” indica una serie di spazi terrazzati che si arrampicano da Malá Strana a Hradčany, tutti connessi tra loro. Statue, fontane, terrazze barocche e scalinate monumentali si alternano a gazebi, piccole cappelle affrescate e angoli verdi perfettamente integrati nella collina.

I passaggi nascosti tra la vegetazione forse non saranno davvero segreti, ma riescono comunque a dare la sensazione di trovarsi in una specie di giardino incantato. Come se non bastasse, di sicuramente bello c’è che in pieno agosto non ero l’unica visitatrice, ma quasi. Avere un posto del genere tutto per sé è uno dei regali più belli che Praga mi abbia mai fatto.

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Ma veniamo al lato pratico, che altrimenti prenoto il primo volo disponibile.
Il complesso è formato da diversi spazi collegati tra loro. Il più scenografico secondo me è il Giardino Pálffy (Pálffyovská zahrada), che alterna terrazze ordinate, scalinate monumentali e viste aperte sui tetti del Piccolo Quartiere. È quello che restituisce meglio la sensazione di trovarsi in una Praga aristocratica e silenziosa, lontanissima dal caos che scorre appena qualche metro più in basso.

Il Ledebour (Ledeburská zahrada) invece ha un’atmosfera completamente diversa. Più raccolto, quasi intimo. Se penso al luogo dove vorrei sposarmi, penso a lui. Nascosto nel cuore di Malá Strana ma praticamente invisibile dalla strada, ha un piccolo cortile, una cappella e un insieme di terrazze così curate da sembrare irreali. È uno di quei posti che riescono davvero a spiazzarti, soprattutto considerando quanto sia vicino alle zone più turistiche della città.

I giardini Kolowrat e il Piccolo Fürstenberg sono invece più tranquilli e meno monumentali, perfetti soprattutto per chi cerca scorci panoramici e un po’ di pace, mentre il Grande Fürstenberg collega diversi livelli della collina con un susseguirsi di scale, pergolati e terrazze immerse nel verde. La cosa bella è che, una volta entrati, si passa da un giardino all’altro quasi senza accorgersene.

Informazioni pratiche: i giardini sono aperti da aprile ad ottobre. Al momento della stesura di questo articolo (maggio 2026), il costo dell’ingresso per 1 adulto è di 180 czk. Consiglio di dare un’occhiata al sito ufficiale dei Giardini sotto il Castello di Praga per eventuali aggiornamenti.

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Giardino Wallenstein (Valdštejnská zahrada)

Dalla parte opposta della strada rispetto ai Giardini sotto al Castello di Praga si trova uno dei giardini più particolari della città, non tanto per numero di visitatori quanto per caratteristiche uniche. La cosa interessante è che nonostante la posizione, proprio di fianco alla fermata metro Malostranská, è facilissimo non notare i due cancelli d’ingresso che conducono nel cuore del Giardino Wallenstein. Io stessa li ho “padellati” non so quante volte. Di certo c’è che non importa quante volte si varchino quelle soglie, la sensazione di sorpresa non abbandona mai.

Da fuori, il giardino del complesso del Senato ceco appare elegante ma piuttosto sobrio; poi si oltrepassa il cancello e ci si ritrova in un gigantesco spazio verde barocco costruito nel Seicento per Albrecht von Wallenstein, un generale boemo che evidentemente non aveva alcuna intenzione di passare inosservato.

La prima cosa che colpisce è lo spazio. A differenza di molti giardini del centro di Praga, qui tutto sembra progettato per impressionare: i lunghi viali geometrici, le siepi perfettamente tagliate, il laghetto con le carpe e soprattutto gli edifici monumentali che chiudono il complesso. La grande sala aperta con arcate, la Sala Terrena, era pensata per feste, concerti e rappresentazioni teatrali private, e ancora oggi domina il giardino con un’eleganza che definirei teatrale.

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Anche le fontane fanno decisamente la loro parte. Quella più scenografica è senza dubbio la fontana di Ercole, enorme e impossibile da ignorare, con il mito classico trasformato nell’ennesima dimostrazione di potere e grandiosità voluta da Wallenstein. In fondo tutto il giardino nasce con questo obiettivo: stupire. Statue mitologiche, prospettive perfettamente studiate e dettagli furono costruiti per lasciare a bocca aperta gli ospiti già quattro secoli fa. Le statue che decorano il giardino sono in realtà copie: gli originali vennero portati via dagli svedesi nel Seicento come bottino della Guerra dei Trent’anni.

E poi c’è lei, la celebre parete artificiale ricoperta di stalattiti e cavità scure che dovrebbe imitare una grotta naturale ma che finisce per sembrare qualcosa a metà tra rovina manierista, scenografia teatrale e ambientazione fantasy un po’ inquietante. Probabilmente è proprio questo contrasto a rendere il Giardino Wallenstein così memorabile: da una parte il rigore del giardino barocco, dall’altra elementi che sembrano appartenere a un mondo completamente diverso. E in mezzo, come se fosse la cosa più normale del mondo, pavoni che passeggiano indisturbati.

Informazioni pratiche: il Giardino Wallenstein è aperto da aprile fino a fine ottobre. L’entrata è libera.

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Giardino Vrtba (Vrtbovská zahrada)

A proposito di giardini nascosti, bisogna aguzzare bene la vista per non lasciarsi sfuggire l’ingresso al numero 25 della Karmelitská. Un arco come tanti altri, se non fosse per le insegne che indicano l’accesso al giardino barocco per eccellenza di Praga, il Vrtbovská zahrada. Più piccolo dei precedenti e probabilmente anche più conosciuto, per me è stato un vero rifugio dalla calura e dalla folla che aveva invaso Praga per il ponte del 5-6 luglio (che ovviamente non avevo considerato nella pianificazione del viaggio). Credo di aver passato più tempo a spostarmi da una panchina all’altra all’ombra che altro, ma quando quelle panchine si affacciano su panorami del genere, c’è poco da sentirsi in colpa.

Ma parliamo del protagonista: il Giardino Vrtba è un giardino barocco del primo Settecento costruito sul pendio della collina, nascosto dietro il Palazzo Vrtba e organizzato su più livelli collegati da scalinate e terrazze. Non è un giardino “orizzontale”, ma una salita continua. Ogni livello apre una prospettiva diversa: prima i tetti di Malá Strana, poi le torri della Città Vecchia, fino ad arrivare al Castello di Praga che domina tutto dall’alto. È un gioco di geometrie molto controllato, tipico del barocco, con siepi potate con precisione, statue mitologiche e spazi pensati per guidare lo sguardo.

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La sensazione è quella di trovarsi dentro uno spazio piccolo ma costruito per sembrare più grande. Non c’è dispersione: ogni angolo ha un punto di vista preciso, ogni scalinata porta a una scena diversa. Tra le cose più curiose c’è anche una piccola voliera immersa nel verde, un dettaglio che contribuisce a rendere l’atmosfera ancora più immersiva. Non è un caso se oggi il Giardino Vrtba è considerato uno dei migliori esempi di giardino barocco terrazzato di Praga, non tanto per le dimensioni quanto per la sua coerenza architettonica e per la posizione completamente invisibile dalla strada. Attento a non lasciartelo scappare.

Informazioni pratiche: il giardino è aperto tutti i giorni da aprile a ottobre inclusi. Il costo dell’ingresso (maggio 2026) è di 150 czk. È una location molto gettonata per i matrimoni, ma non so se in caso di eventi privati l’accesso è vietato agli esterni. Il sito ufficiale del Giardino Vrtba è “vecchio stile”, lascio comunque il riferimento in caso ci siano cambiamenti di orario e/o prezzo.

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Giardini Francescani (Františkánská zahrada)

Sulla riva destra della Moldava, almeno per quanto mi riguarda, non esiste un altro spazio verde che riesca a competere davvero con i Giardini Francescani. Tecnicamente ci troviamo nella Città Nuova, ma basta fare pochi passi da Můstek per ritrovarsi improvvisamente in un’atmosfera del tutto diversa. Ed è proprio questa la loro forza: non bisogna pianificare niente, deviare dall’itinerario o inerpicarsi su una collina. Sono lì, nascosti in pieno centro, pronti a salvarti da piedi distrutti e overdose di folla, all’ombra della sagoma dell’imponente convento francescano da cui prendono il nome.

Una delle cose che preferisco è proprio il modo in cui ci si arriva. Dal lato di Piazza Venceslao si può passare attraverso la galleria Astra, quasi invisibile se non sai cosa cercare, mentre da Vodičkova si attraversa il meraviglioso Passaggio Světozor, uno di quei corridoi praghesi che sembrano appartenere a un’altra epoca. Tra vetrate, insegne rétro e la luce che filtra dall’alto, rischia tranquillamente di rubare la scena al giardino stesso. Anche perché qui si trova Ovocný Světozor, tappa fissa dei miei viaggi a Praga quando ho bisogno di fare uno spuntino veloce o ho voglia di qualcosa di dolce.

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L’accesso da Jungmannovo náměstí è invece molto più scenografico e monumentale. Si attraversa un piccolo passaggio sotto gli edifici storici e ci si ritrova davanti alla facciata del convento e al verde del giardino che si apre subito dietro, quasi nascosto tra le architetture del centro moderno di Praga.

E poi, all’improvviso, il caos sparisce. Fuori scorrono tram, negozi e una delle zone più trafficate della città; dentro invece si apre un giardino sorprendentemente tranquillo, con vialetti ordinati, alberi da frutto, rose e panchine tutte rigorosamente bianche occupate molto più spesso dai local che dai turisti. E forse è proprio questo il dettaglio che me li fa apprezzare così tanto: non sembrano un luogo costruito per essere fotografato o “visitato”, ma uno spazio che la città usa davvero.

A differenza dei grandi giardini barocchi di Malá Strana, qui non ci sono terrazze monumentali o prospettive teatrali. I Giardini Francescani funzionano proprio perché sono semplici, accessibili e immediati. Entrarci dopo aver attraversato la zona di Můstek dà quasi la sensazione di aver trovato una sorta di “ancora di salvezza” per uscire dal rumore della città senza allontanarsi davvero dal suo centro.

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