Trovarsi al cospetto dell’Orologio Astronomico di Praga è un’esperienza quasi mistica.
Che sia la prima o la centesima volta, riesce sempre a catturare l’attenzione di chi lo osserva. Saranno i colori? Le lancette? I quadranti? Le statue a contorno? O forse l’insieme di tutti questi elementi? Quel che è certo è che la stragrande maggioranza delle persone che lo ammira non sa davvero cosa sta guardando. E non mi riferisco alle figure degli Apostoli che sbucano allo scoccare di ogni ora, ma allo Staroměstský orloj nel suo complesso.
Se sai già come leggerlo, tanto di cappello: probabilmente questo non è il post che fa per te. Se invece davanti a quell’intricato susseguirsi di lancette, cerchi e simboli hai pensato “ma cosa significa tutta sta roba?”, vieni che te lo spiego.

Come leggere l’Orologio Astronomico di Praga, pezzo per pezzo
La misurazione delle ore
Fino a pochi anni fa non si sapeva con certezza chi avesse costruito l’Orologio Astronomico, né quando fosse stato realizzato. Grazie al ritrovamento di importanti documenti medievali, oggi la sua creazione è attribuita al mastro orologiaio Mikuláš da Kadaň, che nel 1410 diede vita a quello che ancora oggi è uno dei simboli della Città Vecchia e di Praga tutta.
Da oltre sei secoli questo straordinario meccanismo mostra a chi lo osserva ben quattro diversi sistemi di misurazione del tempo: l’orario babilonese, quello ceco antico, quello dell’Europa centrale e il tempo stellare (o siderale). Esaminiamo il quadrante pezzo per pezzo, partendo dal cerchio più esterno e procedendo verso l’interno.
Sulla lancetta è presente il simbolo del Sole, che indica la posizione del Sole rispetto all'orizzonte e permette di leggere diversi sistemi orari:
- l'orario ceco antico (numeri gotici);
- l'orario moderno dell'Europa centrale (numeri romani);
- l'orario babilonese (numeri arabi neri).
Orario ceco antico (numeri gotici)
In epoca medievale, il tempo non veniva misurato come siamo abituati a fare noi oggi. Nell’orario antico boemo il giorno era sì diviso in 24 ore, ma il nuovo giorno iniziava a essere contato al tramonto. Sull’Orologio Astronomico questo sistema è rappresentato dall’anello esterno, dove sono presenti 24 numeri arabi dorati in stile gotico.
A indicare l’ora è la lancetta del Sole con la manina in cima, anch’essa dorata, che si muove lungo il quadrante facendo coincidere il tramonto con la mezzanotte. Di conseguenza, l’inizio del nuovo giorno varia durante l’anno, seguendo lo spostarsi del tramonto. Per fare un esempio pratico: nel sistema orario dell’antica Boemia un nuovo giorno iniziava alle otto di sera nel giorno del solstizio d’estate, alle sei di sera durante gli equinozi di primavera e d’autunno e alle quattro del pomeriggio nel solstizio d’inverno.
Un dettaglio curioso è che l’anello con i numeri gotici non è fisso, ma ruota lentamente nel corso dell’anno. Dopo il solstizio d’estate, quando le giornate iniziano ad accorciarsi, l’inizio della scala delle ore ceche si sposta gradualmente verso la statua della Morte. Dopo il solstizio d’inverno, invece, quando le giornate tornano ad allungarsi, l’anello riprende lentamente ad allontanarsene.
Ecco perché, se osservi l’Orologio Astronomico in estate e poi torni a vederlo in inverno, noterai che la sua posizione non è la stessa. Non è un difetto: è proprio così che deve funzionare.
Orario dell’Europa centrale (numeri romani)
L’orario dell’Europa centrale, anche chiamato “antico orario tedesco”, è quello moderno che usiamo quotidianamente.
Sull’Orologio Astronomico è indicato con i numeri romani dorati disposti sulla scala del quadrante, per un totale di 24 ore divise in due serie da 12. Si conta da mezzanotte a mezzanotte.
Una piccola curiosità: l’Orologio Astronomico non si aggiorna automaticamente con l’ora legale, quindi da marzo a ottobre bisogna sottrarre un’ora rispetto a quella indicata.
Anche in questo caso l’ora viene indicata dalla lancetta del Sole, la stessa già utilizzata per l’orario ceco antico, alla cui estremità si trova la piccola mano dorata (anzi, la “manina”, ručička, in perfetto stile ceco).
Affinché la stessa lancetta possa indicare entrambi i sistemi orari, la scala delle ore ceche antiche non è fissa, ma ruota lentamente durante l’anno insieme all’anello esterno dell’orologio. Si tratta di un movimento impercettibile a occhio nudo.

Orario babilonese (numeri arabi neri)
Se non hai idea di cosa sia l’orario babilonese, tranquillo: sei in buona compagnia. L’Orologio Astronomico di Praga è infatti uno dei pochi orologi meccanici storici al mondo che ancora mostra questo antichissimo sistema di misurazione del tempo. Il nome deriva dai suoi principali utilizzatori, i babilonesi appunto, seguiti poi da greci e romani.
L’orario babilonese è probabilmente il più difficile da comprendere, perché si basa su un sistema di misurazione del tempo molto diverso dal nostro. Il giorno veniva infatti diviso in 12 ore comprese tra l’alba e il tramonto. Questo significa che la durata di ogni ora non era sempre la stessa: in estate, quando le giornate sono più lunghe, le ore babilonesi duravano di più; in inverno, quando le giornate erano più brevi, duravano meno.
Sull’Orologio Astronomico questo antico sistema è rappresentato nella parte blu del quadrante, dove sono presenti 12 campi a forma di ventaglio con numeri arabi neri. Anche in questo caso l’ora viene indicata dalla stessa lancetta del Sole con la piccola mano dorata: basta osservare in quale settore si trova il Sole sulla lancetta per capire quale ora babilonese è in corso.
A differenza dell’orario moderno, quindi, non bisogna cercare un’ora fissa corrispondente ai nostri 60 minuti. La scala babilonese segue il ritmo naturale della luce del giorno e cambia insieme alle stagioni.
Tempo siderale (lancetta con la stella dorata)
Il quarto e ultimo sistema di misurazione del tempo mostrato dall’Orologio Astronomico è il tempo siderale, meno familiare perché utilizzato soprattutto in ambito astronomico. A differenza degli altri sistemi orari, non viene indicato dalla lancetta del Sole, ma da una seconda lancetta terminante con una piccola stella dorata a sei punte. Anche questa si legge sulla scala con i numeri romani, ma indica il tempo siderale anziché l’orario dell’Europa centrale.
Questo sistema si basa sulla rotazione della Terra rispetto alle stelle fisse. Per questo motivo un giorno siderale dura circa 23 ore e 56 minuti, quasi quattro minuti in meno rispetto a un giorno solare. Grazie a questo sistema è possibile determinare la posizione delle stelle nel cielo, comprese quelle apparentemente fisse, come la Stella Polare.

Come leggere il quadrante astronomico
Il cielo: blu, arancione e nero
Se finora abbiamo visto come leggere l’ora, ora possiamo capire cosa rappresenta davvero il quadrante che abbiamo davanti. E per afferrarlo al primo sguardo basta osservare i colori utilizzati. Il quadrante astronomico in realtà non è un quadrante “orario”: è una mappa del cielo.
La linea orizzontale che attraversa il quadrante rappresenta l’orizzonte terrestre. Durante il giorno la lancetta del Sole si muove nella parte blu, che raffigura il cielo sopra l’orizzonte. Quando il Sole attraversa la linea dell’orizzonte ed entra nella fascia arancione di destra, significa che sta tramontando e inizia il crepuscolo. Proseguendo il suo percorso, il Sole entra nella zona nera, che rappresenta la notte. Successivamente attraversa la fascia arancione di sinistra, che simboleggia l’alba, fino a oltrepassare nuovamente la linea dell’orizzonte e tornare nel cielo diurno.
Un dettaglio curioso riguarda proprio la zona nera: non arriva fino al bordo del quadrante perché alla latitudine di Praga, in prossimità del solstizio d’estate, il cielo non diventa mai completamente buio e il sole attraversa soltanto le fasce del crepuscolo.
Poiché il quadrante astronomico riproduce fedelmente il cielo osservato da Praga, non potrebbe funzionare allo stesso modo in città poste molto più a nord o molto più a sud.
Il Sole
Il sole è probabilmente l’elemento più importante dell’intero quadrante astronomico. Non serve soltanto a indicare l’ora: il suo movimento permette infatti di leggere anche il momento della giornata e la sua posizione lungo lo zodiaco.
Nel corso della giornata il sole compie un giro completo del quadrante in 24 ore. Attraversa la parte blu quando si trova sopra l’orizzonte, passa nella fascia arancione durante l’alba e il tramonto e percorre la zona nera quando è notte. In questo modo il quadrante riproduce fedelmente il suo percorso apparente nel cielo di Praga.
Oltre a ruotare attorno al centro dell’orologio, il sole scorre lentamente anche lungo la propria lancetta nel corso dell’anno. Questo movimento riflette il cambiamento della sua altezza nel cielo con il susseguirsi delle stagioni e permette di individuare anche il segno zodiacale in cui si trova.

La Luna
Anche la luna è montata su una propria lancetta e, proprio come il sole, ruota attorno al quadrante astronomico seguendo il suo percorso nel cielo.
A renderla davvero speciale è il suo meccanismo interno. La sfera che la rappresenta è divisa in due metà, una argentata e una nera, e ruota su sé stessa grazie a un sistema di contrappesi. In questo modo mostra le diverse fasi lunari proprio come accade nel cielo: dalla luna nuova alla luna piena, completando un intero ciclo in circa 29 giorni e mezzo. Quando si trova nella stessa direzione del Sole appare completamente oscura, mentre quando è dalla parte opposta mostra la luna piena.
Ancora oggi il movimento della Luna è regolato da un ingegnoso meccanismo nascosto all’interno dell’orologio, che sfrutta la forza di gravità per far ruotare correttamente la sfera e riprodurre con precisione le fasi lunari.
I tre cerchi dorati
Se osservi il quadrante noterai anche tre grandi cerchi dorati concentrici. Rappresentano il Tropico del Cancro, l’Equatore e il Tropico del Capricorno.
Il sole si sposta tra questi tre cerchi nel corso dell’anno. Quando si avvicina al cerchio dell’Equatore significa che siamo in prossimità degli equinozi di primavera o d’autunno. Quando invece raggiunge il cerchio più esterno o quello più interno, ci troviamo rispettivamente in prossimità del solstizio d’estate o di quello d’inverno.
Lo Zodiaco
Il quadrante astronomico comprende anche un anello zodiacale, facilmente riconoscibile dai dodici simboli dei segni dello zodiaco. A differenza di quanto si potrebbe pensare, non ha una funzione astrologica, ma astronomica: rappresenta il percorso del sole lungo l’eclittica nel corso dell’anno.
Proprio per questo motivo il simbolo del sole si trova sempre nel segno zodiacale corrispondente alla data. Osservandone la posizione è quindi possibile capire in quale costellazione dello zodiaco si trova il Sole in quel preciso momento.


Il restauro del 2018 ha modificato sensibilmente la cromia del quadrante astronomico. Le tonalità blu, rosse e dorate oggi appaiono molto più vivaci rispetto al passato.
Il calendario: giorni, mesi e santi
Sotto il quadrante astronomico si trova il secondo grande disco dell’Orologio della Città Vecchia: il quadrante del calendario, aggiunto nel 1490.
A differenza della parte superiore, dedicata al movimento del sole, della luna e alla misurazione del tempo, questo disco racconta il passare dell’anno. Ruota lentamente e permette di individuare il giorno corrente, il mese e il santo celebrato secondo il calendario liturgico.
Lungo il bordo esterno sono indicati i 365 giorni dell’anno, ciascuno associato al nome di un santo. Grazie a questa particolare tradizione, era possibile non solo sapere quale giorno fosse, ma anche scoprire il proprio onomastico (che in Repubblica Ceca è una ricorrenza importante quasi al pari del compleanno).
Sul bordo del calendario sono presenti anche le sillabe del ciziojan, un antico sistema mnemonico utilizzato per ricordare le principali feste religiose dell’anno. Il nome deriva proprio dalle sillabe che compongono questa sorta di “filastrocca del calendario”: 365 sillabe, una per ogni giorno dell’anno.
Le scene dei mesi
Una delle caratteristiche più affascinanti del calendario sono le dodici scene che rappresentano i mesi dell’anno attraverso i lavori agricoli e la vita quotidiana della tradizione boema. ueste immagini non sono affatto medievali come il meccanismo che le ospita: furono realizzate soltanto nel XIX secolo dal pittore ceco Josef Mánes.
Gennaio mostra la nascita di un bambino, simbolo dell’inizio del nuovo anno; a febbraio un contadino si scalda accanto al fuoco mentre una donna raccoglie legna. Seguono le attività agricole tipiche delle stagioni: l’aratura dei campi in marzo, la raccolta dei fiori in maggio, la mietitura del grano in luglio, la vendemmia in ottobre e la preparazione della legna per l’inverno a novembre.
Un dettaglio curioso è che la lingua ceca, a differenza di molte altre lingue europee, non utilizza per i mesi i nomi di origine latina. Molti termini descrivono invece fenomeni naturali o attività legate al periodo dell’anno, creando un legame molto forte tra il nome del mese e il ritmo delle stagioni. Un concetto che richiama proprio le dodici scene rappresentate sul quadrante. È un argomento davvero interessante e che puoi approfondire sul blog leggendo l’articolo dedicato ai nomi dei mesi in ceco ed il loro significato.

Vuoi vedere l’Orologio Astronomico in movimento?
Dopo aver scoperto come leggere i diversi sistemi orari e il significato dei suoi elementi astronomici, puoi provare a osservare lo Staroměstský Orloj anche in una versione interattiva. Una semplice simulazione permette di modificare il momento della giornata e dell’anno per vedere come cambiano la posizione del sole, della luna e delle diverse indicazioni del quadrante.
Puoi provarla sul sito Orloj.eu dedicato all’Orologio Astronomico di Praga.
E le statue?
Oltre al complesso sistema astronomico, l’Orologio della Città Vecchia è famoso anche per le figure che lo decorano, tra cui la celebre processione degli Apostoli che appare allo scoccare di ogni ora. Questi elementi appartengono però alla dimensione simbolica e narrativa dell’orologio più che al suo funzionamento. Per questo motivo meritano un approfondimento a parte: ne parleremo in un altro momento.
Ti avevo promesso un articolo “veloce” e probabilmente non ho mantenuto la promessa… ma ammettiamolo: era quasi impossibile!!!






































